sabato, giugno 10, 2006

"Giulietta&Romeo" 3/3







La morte affrancherà Romeo e Giulietta dalla schiavitù della menzogna che ha tradito la loro aspirazione a congiungersi in vita, nell’amara rivalsa del regno del silenzio. Per Romeo, disperato e vivo su quel sarcofago, Giulietta è assimilata alla morte stessa: alla bellezza di lei, ci dice, “nemmeno la morte ha saputo resistere”.
“Persino nel finale Giulietta privilegia eros”, suggerisco, “trova la sua identità in un gesto che è visione dell’amore fisico: O pugnale felice! Questo è il tuo fodero. Arrugginisci lì, e lasciami morire, sospira, mentre lo affonda nella ‘guaina’ del suo ventre”.
Accettiamo, noi pubblico, l’ultima parola pronunciata dagli amanti: non love, ma die.
Si spegne ogni barbaglio di luce, fra palchi e platea.
La musica si tace, ora, mentre lasciamo che la decisione del morire da parte dei due amanti resti per noi tutti l’unica possibile.
Sipario.

testo estratto da:
“A proposito di questo Giulietta e Romeo“
a cura di Paola Calvetti

"Giulietta&Romeo" 2/3






Da quell’amen e fino al momento di impugnare il pugnale con il quale si toglierà la vita, Giulietta è sola: sola accetterà di bere il veleno nella sua stanza resistendo alla tentazione - ha quattordici anni! - di chiamare a sé il conforto complice della famiglia.
“Questo è il momento più crudele - dichiara il coreografo - una scelta così radicale e terribile va resa come un’agghiacciante sequenza veristica che, nello stile, vorrei contrapporre al classicismo della scena del balcone e alla sensualità della camera da letto”.
Amen, dice Giulietta come in un soffio freddo.
A partire da quell’amen scende su di lei l’ottusa omertà del mondo esterno. Ora i personaggi vivranno nella specularità del falso e dall’ambiguità: li vediamo preparare gli addobbi per un matrimonio che diventerà un funerale, saremo complici di Giulietta che si prepara ad una morte “catalettica” che condurrà a morte vera, sappiamo che Romeo sta giungendo, ignaro anch’egli della verità.
Solo Chronos sa. E non può nulla per cambiare l’ordine degli eventi.

Immagini da "Giulietta&Romeo" 1/3







Morte incombe, accoglie rapace sotto il suo fetido mantello chiunque le si pari di fronte.
Scarzella recupera nell’archivio immagini di mogli dolenti vestite a lutto. Madri e sorelle, Maddalene e donne velate, non per veemente ricerca di segni moderni, né per opportunità. Così come la tomba diventa freddo tavolo autoptico, quasi a dare alla storia di Romeo e Giulietta il segno grafico dell’autopsia di un amore. Un freddo e comune tavolo d’acciaio, che ci riconduce agli schermi televisivi e cinematografici del nostro esordio, luoghi virtuali eppure comuni nei quali dolore e perdita urlano fragorosi.
Sarà una parola, “amen”, pronunciata da Giulietta quando capisce che non può nemmeno più contare sulla complicità della balia ad introdurre in scena il tema della solitudine. È racchiuso in questa parola il definitivo seppellimento della speranza, l’accettazione - fasulla - di sposare Paride e cedere alla finta morte fino a che Romeo non la raggiunga.

"Giulietta&Romeo" cronaca di una creazione


Teatro Comunale di Firenze/Maggio Musicale MaggioDanza/Fondazione

Giugno 2006

In occasione dell’apertura del “Maggio” del Teatro Comunale di Firenze sono state organizzate alcune inziative, parallelamente alle rappresentazioni, tra cui questa “Giulietta & Romeo/Cronaca di una creazione” con immagini fotografiche di Stefano Stagni.
La coreografia “Giulietta e Romeo” di Giorgio Mancini presentata in anteprima nel 68°Maggio Musicale del 2005, verrà riproposta anche questo anno durante le manifestazioni estive tra le quali la suggestiva rassegna di Fiesole. La mostra fotografica sarà esposta anche in questa sede contemporaneamente alle date organizzate per le rappresentazioni.
Giulietta e Romeo
una coreografia di Giorgio Mancini, su musiche di Prokoviev

Alla base è l’idea shakespriana che eros raggiunge il culmine e il coronamento solo nell’incontro ineluttabile con tanathos, la morte. La creazione è incalzante nel rappresentare l’impossibile sfida di un amore assoluto ad una società dominata da infrenabile violenza e da vuote convenzioni, rappresentate dall’ammonimento-paradosso che Fra Lorenzo (Chronos) dà a Romeo: “ama con moderazione!”.
La tensione pervade tutto il balletto, dagli inizi, dove la classicità del linguaggio coreografico esprime la volontà dei protagonisti di conformarsi ai meccanismi sociali, fino al prorompere quasi bestiale di una protesta fisica che rappresenta l’inutile volontà dell’amore di cercarsi un varco. E le scene di giovinezza, di romanticismo e di puro erotismo del balletto non fanno altro che rendere ancora più tragico l’amaro destino dei due amanti.

Giorgio Mancini


Giulietta & Romeo/Cronaca di una creazione
Fotografie di Stefano Stagni sulla coreografia “Giulietta e Romeo” di Giorgio Mancini

Il progetto fotografico nasce come documento, per immagini, della coreografia di Giorgio Mancini.
Registra dalle prime prove in sala ballo, sino alla messa in scena in palcoscenico, attraverso uno sguardo che possa interpretarsi “come quello di un ballerino” presente sul palco.
Attraverso le scene, cogliendo gli attimi unici e veloci di coinvolgimento tra interpreti, creatori e maestranze, si ha una doppia lettura del balletto come protagonista e spettatore.
La mostra di Firenze sarà una prima volontà di rimettere in scena, dietro le quinte, la coreografia, non rappresentandola ma contemplandola con uno sguardo emozionato e partecipe.

Stefano Stagni


La mostra fotografica sarà esposta dall’8 al 13 di giugno
Teatro Comunale di Firenze / foyer di platea - saletta del Sovrintendente
a cura del Maggio Musicale MaggioDanza - Fondazione